Gli scioperi ricorrenti nei trasporti pubblici, la pandemia mondiale, l’aumento delle piste ciclabili e gli incentivi all’acquisto sono tutti fattori che hanno favorito lo sviluppo della bicicletta in Francia negli ultimi 2 anni.
Secondo l’associazione professionale Union Sport et Cycle, le vendite di biciclette sono aumentate del 117% tra il 2019 e il 2020. Ciò testimonia un vero e proprio boom della bicicletta sul territorio francese dopo la fine del lockdown.
Probabilmente ve ne siete accorti: dal mese di maggio 2020 è molto complicato procurarsi una bicicletta elettrica. Che si tratti della grande distribuzione, dei negozi specializzati o dei giganti dell’e-commerce, il settore sta vivendo una carenza mondiale. In questo articolo vi spiegheremo perché.

1. Un anno da record
Nonostante i tempi difficili dovuti alla situazione attuale, le vendite di biciclette continuano a esplodere. Il settore non conosce la crisi e la bicicletta a pedalata assistita (VAE) continua a raggiungere nuovi record. La filiera del ciclo registra una domanda in forte aumento.
Numerosi Paesi hanno fatto della bicicletta un’opzione di spostamento per rispettare le misure di distanziamento dopo la fine del lockdown. Questa strategia ha permesso non solo di accelerare la transizione ecologica già avviata dagli accordi di Parigi sul clima, ma anche di promuovere nuovi mezzi di trasporto per limitare i contagi legati al COVID.
Ecco alcuni dati su questa crescita esponenziale:
- 3 miliardi di euro di fatturato per le vendite di biciclette, componenti e accessori nel 2020, ovvero un aumento del 25% rispetto al 2019 (come presso il leader bicicletta Schwinn).
- +1,7% in volume per raggiungere quasi 2,7 milioni di biciclette vendute.
- 514.672 unità di VAE vendute nel 2020, pari al 19% del mercato: un aumento del 29% in volume rispetto al 2019.
- In valore, la crescita è ancora più evidente: +58% di aumento del fatturato. Con il 56% del fatturato totale, le vendite di VAE superano il miliardo di euro nel 2020. Per la prima volta, il mercato dei VAE in valore supera quello delle biciclette tradizionali.
- La bicicletta da città rimane la più venduta (40% di quota di mercato), mentre la mountain bike a pedalata assistita si classifica al secondo posto (+46% in volume). Il mercato vede emergere la bicicletta pieghevole (+95%) e la bicicletta da strada (+215%). Ancora più spettacolare e indicativa dell’evoluzione delle abitudini, la bicicletta cargo a pedalata assistita (+354% per 11.000 unità vendute).
- Secondo la CONEBI (Confederation Of the European Bicycle Industry), le vendite di biciclette elettriche in Europa dovrebbero passare da 3,6 milioni di unità nel 2019 a 11 milioni nel 2025!
- Nel 2020 sono state vendute 514.000 biciclette elettriche, contro le 15.000 del 2008.
2. Un’industria disorganizzata
Di fronte alla portata del fenomeno e alle fluttuazioni della situazione sanitaria, l’industria fatica ad adattarsi, arrivando a mettere in discussione l’intera catena produttiva.
L’industria della bicicletta è stata fortemente influenzata dai tempi di consegna di componenti e accessori provenienti dai Paesi produttori. Bisogna sapere che una bicicletta è un insieme di elementi che provengono per la maggior parte dalle stesse fabbriche, distribuite in tutto il mondo. Questi produttori sono stati tutti colpiti dalla pandemia, ma in momenti diversi gli uni dagli altri.
Inoltre, a seconda dei contagi, i dipendenti non potevano necessariamente recarsi al lavoro. Tutti questi eventi sono alla base dei tempi di consegna prolungati che tutti noi stiamo subendo.
La progressiva rilocalizzazione del mercato del ciclo potrebbe offrire soluzioni a una delle principali sfide: l’approvvigionamento. Gli operatori industriali hanno e avranno difficoltà legate alla catena logistica. La domanda è stata anticipata e gli ordini sono stati effettuati, ma i fornitori continuano a posticipare i tempi. Dal lato dei rivenditori, le rotture di stock si sono verificate rapidamente, generando importanti ritardi nelle consegne.
Diversi capitoli di spesa sono stati influenzati dalla crisi sanitaria. Il primo è il trasporto. Infatti, mentre un anno fa un container in partenza dalla Cina costava circa 2.000 dollari, oggi bisogna spendere 8.000 dollari per lo stesso container. Anche il costo del trasporto su strada è aumentato significativamente in Europa negli ultimi mesi.
Il secondo capitolo riguarda il costo delle materie prime, che è aumentato notevolmente a causa dell’esplosione della domanda mondiale (soprattutto per i materiali legati ai veicoli elettrici) e della variazione dei tassi di cambio a sfavore dei Paesi dell’Unione Europea.

Assisteremo a un ritorno della produzione francese?
Nel 2020, in Francia sono state assemblate quasi 660.700 biciclette, di cui 261.000 VAE. È un dato positivo per l’occupazione e l’economia nazionale. Gli assemblatori prevedono un aumento del 40% della produzione del settore ciclistico in Francia nel 2021.
Quando tornerà la normalità?
Gli operatori industriali del settore non prevedono un ritorno alla normalità prima del 2022/2023. Si tratta di un lavoro lungo, che richiede l’attuazione di strategie a lungo termine per rimettere in carreggiata una filiera industriale completa.
Basta fare un giro nei negozi di biciclette per rendersi conto delle rotture di stock. I tempi di consegna variano da 6 a 12 mesi. Sebbene la bicicletta elettrica sia diventata una merce rara, non si può ancora parlare di carenza, ma è vero che la forte domanda ha finito per creare un collo di bottiglia.
I componenti necessari per assemblare la bicicletta, che non vengono prodotti in Francia, oggi impiegano più di 6 mesi ad arrivare, contro i 3 mesi di prima.
Sarà quindi necessario studiare attentamente la situazione, trovare finanziamenti e mettere in sicurezza le fonti di approvvigionamento per ritrovare stabilità nel lungo periodo.
La storia continua...











